Ufficio del Turismo Saint-Laurent-du-Var

Avete mai sentito parlare dei  « gueyeurs »? In passato vi avrebbero portato sulla schiena per aiutarvi ad attraversare il Var verso la Contea di Nizza e l’Italia. Il villaggio era l’ultima tappa del Regno di Francia. Questo aspetto ha modellato un’identità di cui Saint-Laurent-du-Var ha conservato le tracce.

Comune giovane ed in piena espansione, Saint-Laurent-du-Var presenta delle caratteristiche sia geografiche che economiche che ne fanno una città in pieno sviluppo.

Saint-Laurent-du-Var non dimentica peró le proprie radici, delle quali gli stessi abitanti vanno orgogliosi.

La testimonianza più evidente del passato è senza alcun dubbio il centro storico con le sue vie pittoresche e la Chiesa romanica del XI secolo.

Saint-Laurent-du-Var, una città di storia...

Luogo di transito e di passaggio attraversato dal Var (fiume alpino con carattere capriccioso), Saint-Laurent-du-Var ha da sempre subito l’influenza di questa collocazione geografica e strategica singolare che ha profondamente caratterizzato la sua storia.

Le epidemie, le guerre, le invasioni e le inondazioni hanno segnato le varie tappe della crescita di Saint-Laurent-du-Var attraverso i secoli. Gli abitanti si sono cosí spostati lungo la riva destra del Var, senza mai attraversarlo, prima di stabilirvisi verso la fine del millennio.

Il centro storico ha assistito a due grandi periodi di rinnovamento. Il primo, durante il Medioevo (XI e XII secolo), epoca di grande insicurezza, ha visto Saint-Laurent insediarsi su un punto dominante, facilmente difendibile, avendo la chiesa per fulcro centrale.

In seguito alle diverse catastrofi che sopravennero tra il XII e il XV secolo, il villaggio si ritrovó spopolato ed in stato di abbandono. Soltanto grazie all’immigrazione italiana dalla vicina Liguria, Saint-Laurent-du-Var rinacque e riconsolidó la sua influenza. Le costruzioni furono realizzate tenendo conto di elementi naturali come l’acqua, il vento ed il sole. Il principio del « calandage » (la realizzazione di argini laterali o centrali), ancora visibile nella via Raphael Monso, cominció ad essere utilizzato per far defluire le acque piovane; inoltre l’edificazione di vie e piazze favorí la presenza di zone in ombra. La nuova Saint-Laurent presenta una forma a scacchiera con strade che si incrociano ad angolo retto dando vita a una planimetria rettangolare che integra perfettamente le costruzioni precedenti. I I materiali utilizzati sono grosse pietre levigate prese dal letto del Var per le mura, la pavimentazione delle strade e le fortificazioni, e piccoli mattoni rossi per le volte, le cornici e i montanti delle porte.

Edifici tipici di questo periodo (muri ruvidi, color miele con pietre che fuoriescono sul cemento scuro) sono ancora visibili nella rue des Remparts ed all’estremità occidentale della rue du Var in una torre di guardia. Le case erano generalmente costruite su tre piani: un pianterreno, che fungeva da stalla o cantina, il primo piano, dove le persone abitavano ed il granaio che serviva da fienile, magazzino o da essiccatoio. A causa della ristrettezza delle strade e del numero limitato di finestre, l’interno delle case era molto scuro.

Nei secoli successivi, avvennero dei cambiamenti dovuti all’incremento demografico: case sopraelevate, granai trasformati in camere o in essiccatoi per la frutta, porte allargate per far passare oggetti voluminosi…Talvolta alcune di queste porte furono ritrasformate in un secondo momento. I segni sono ancora visibili su alcune case del villaggio.

Solo a partire dal XVIII secolo le costruzioni cominciarono ad essere innalzate fuori dalle fortificazioni: qualche mulino ed alcune segherie lungo il fiume e nel quartiere des Pignatières. Ma questo sviluppo non riuscí mai a decollare a causa del clima di insicurezza legato alla vicinanza con la frontièra.

Emblema e motto...

La prima traccia dello stemma di Saint-Laurent-du-Var risale al 1866 nello « stemma dei comuni della Provenza » di Louis de Bresc. La sua armatura compare in questo modo:
Una griglia d’argento la cui impugnatura divide le iniziali in maiuscolo L e S dorate.
L’emblema attuale di Saint-Laurent-du-Var è molto simile al precedente: una griglia di argento su sfondo rosso, due lettere L e S in oro. Tuttavia sono stati aggiunti due elementi: la Croce di Guerra all’Ordine dell’Esercito per il contributo fornito dalla popolazione e la partecipazione dei suoi gruppi di resistenza alla Liberazione.
La griglia ricorda il martirio di Saint Laurent, bruciato vivo secondo la leggenda. Le lettere L e S significano Laurentius Sanctus (Saint-Laurent). Il tutto è sottolineato dal fiero motto provenzale « Digo li qué vengon » (Dí loro che vengano) che è una sorta di bravata legata alla sua antica collocazione di città di frontiera.


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